Super Shock Shadow: swatch party pt1 - Ladyhela

Super Shock Shadow: la guida semi-seria al caos glitterato

Amico, Ú giunto il momento. Quello in cui si apre il vaso di Pandora, si svuotano i cassetti, si invoca la luce naturale e si mettono le mani in pasta — glitterata. Dopo estenuanti riflessioni strategiche e valutazioni logistiche (tipo: quanti swatch posso ficcare in un solo post senza mandarti in tilt la connessione?), ho capito che un solo articolo non basterà. Preparati quindi a una serie di episodi degna di Netflix, ma featuring i Super Shock Shadow di Colourpop.

Come leggerai queste tabelle e confronti

Una premessa, tanto per non farci lapidare da casa.

Con “alternativa” NON intendo “dupe” — anche quando ti dico “dupe”. Lo so, Ú un controsenso, ma Ú così: molte referenze sono sparite nel nulla cosmico o vengono riproposte ogni morte di Colourpop Fan Friday. I confronti che vedrai qui sono una raccolta ragionata, ma con un tocco personale: accostare due prodotti può servire anche per farti vedere quanto siano diversi. A volte il bello Ú proprio lì.

Spoiler: vedrai alcuni colori ripetuti spesso, perché, pur avendo un arsenale degno di Sailor Moon, non ho tutto. E no, niente Natasha Denona stavolta, ho fatto la brava. Prodotti reperibili, prezzi umani, risultati soddisfacenti — più o meno.

Il packaging: bello sì, ma dove lo metto?

Allora, parliamone. Tutti questi ombretti singoli arrivano in una scatolina di cartone, con una finestrella trasparente sul coperchio.

Ma il contenitore vero e proprio? Tondo. Ingombrante. Plasticoso. Simpatico finché ne hai tre, ma quando arrivi a venti capisci che lo spazio nel cassetto non Ú infinito. E poi c’Ú così poco prodotto dentro rispetto alla grandezza che mi viene il dubbio: Ú per l’aerodinamica? Perché deve sembrare un ovetto di design? Misteri.

Ti consiglio caldamente di guardare il video qui sotto, così capisci meglio l’entità del problema.

Ah, sotto trovi l’etichetta con nome e dettagli della shade, perché mica possiamo ricordarci tutto a memoria, eh.

Tipi di finish (i glitterati creano dipendenza)

I Super Shock Shadow non sono tutti uguali. Ce ne sono di opachi, perlati, satinati, metallici e glitterati. Ma se vuoi il mio parere non richiesto: i glitterati sono quelli per cui vale vivere. Brillano come se non ci fosse un domani, e spesso non hanno nemmeno bisogno della glitter glue. Anzi, con le dita rendono meglio. I pennelli, in confronto, sembrano scollatori industriali. E con un primer sotto (io uso Fenty Beauty) diventano bombette non indifferenti.

colourpop super shock shadows swatches

Frog

Finish: Ultra Glitter
Colore: Rosato con riflessi rosa e azzurri

Confronti:

  • Sensuelle di Nabla: simile, ma con una base meno evidente

  • Water Dream di Nabla: più neutro, più “topper”, meno wow

Frog vince per luminosità, anche se il nome fa un po’
 rospo in muta. Però l’effetto Ú tutt’altro che anfibio.

Valley Girl

Finish: Ultra Glitter
Colore: Bianco ghiaccio con riflessi rosa

Confronti:

  • Angel di Nabla: nope, non c’entra

  • Girly (Super Shock, perlato): bingo

  • Minted (pigmento libero, Revolution): un tocco in più

  • Feel Free (Mulac, palette IMBS): alternativa interessante

Valley Girl Ú l’illuminante travestito da ombretto. Girly Ú quello che finge di essere elegante, ma poi esce coi glitter sotto braccio. E tutto sommato, vanno d’accordo.

Colourpop loves rosa (forse troppo)

Colourpop ha deciso che il rosa non basta mai e ha creato tre cose molto simili tra loro:

  • Spellbound (illuminante)

  • Over the Moon (illuminante)

  • Haze (ombretto)

Confronto:

  • Lingerie (Mulac): più nude, più soft, altro universo

Ti sfido a distinguere questi tre in una stanza buia. Ma anche alla luce del sole, eh. Se ne hai uno, li hai (quasi) tutti.

colourpop super shock shadows haze

Heigh-Ho

Finish: Ultra Glitter
Colore: Bianco con glitter rosa, azzurri e viola
Nota storica: Limited edition Disney (aka “Missione impossibile”)

Confronto:

  • Supermoon (Huda Beauty, Mercury Retrograde): simile come mood, meno giocattoloso

Heigh-Ho Ú l’ombretto per chi vuole brillare come la Fata Turchina sotto acidi. Supermoon Ú la sua versione più “seria”, per così dire.

Un piccolo disclaimer da beauty-nerd onesta

Alcuni colori non li ho fotografati. Tipo Girly e amici. Perché? Perché si confondono con la mia pelle, non rendono, non sono Instagrammabili. Quindi se hai già Lingerie o Angel, più o meno ci siamo.

Le foto che vedi sono tutte scattate sotto luce naturale, sia diretta che indiretta, senza primer o filtri tipo “Vienna Soft Vibes” che ti cambiano anche il DNA. Nota bene: Water Dream Ú un topper. Sul braccio sembra più “scuro”, ma sulla palpebra cambia vita.

E ora, pausa. Ci rileggiamo al prossimo episodio di “Swatch Wars: la vendetta dei glitter”.

Ti Ú già venuta voglia di aprire Colourpop e fare danni?

Beauty blogger dal 2010 per pura passione. Felicemente ignota. Elargisco pareri non richiesti su prodotti che testo in prima persona. Ogni tanto mi piace condire le recensioni con sarcasmo, cinismo e polemiche, per assicurarmi la simpatia dei miei malcapitati lettori. Fan dei videogiochi e dell'uncinetto, detesto i capperi, preferisco nettamente il salato al dolce, mi piacciono Natale e San Valentino, non trovo MAI il fondotinta del colore giusto, e simpatizzo per i brand indie.

Comments are closed.