Killawatt o kiloluce? Wattabrat e Chillz fanno scintille
Nel mare di novità Fenty, accanto alle nuove Stunna Lip Paint, sono comparsi anche loro: due nuovi Killawatt. Non uno, non mezzo. Due. Illuminanti in polvere, ma con quella consistenza quasi cremosa che ti fa venire voglia di pucciarci dentro tutto il pennello e pure un po’ di faccia.
Sì, avevo già parlato di Diamond Bomb in How Many Carats, che fa parte di un’altra categoria, ma oggi si va dritti su questi due qui: Wattabrat e Chillz, protagonisti assoluti della primavera, dell’estate, e diciamolo, anche del Natale se vuoi.
Il packaging? Classico Fenty: bianco opalescente, ottagonale, con specchietto interno e il logo inciso sulla cialda. A livello estetico nulla da dire, sono piccoli gioielli da esporre senza vergogna, anche se poi li usi solo per il “giusto tocco di luce” che dura otto ore e acceca mezzo quartiere.

Colori da sirena urbana
Parliamo di tonalità: Wattabrat è un rosa rosa, mica quei rosa-che-non-si-vedono. È shimmer, intenso, molto visibile. Se ti piacciono i colori tenui e discreti… cambia corsia.
Chillz, invece, è un celeste iridescente, di quelli effetto ghiaccio. Te lo venderebbero come “perfetto per l’inverno”, ma io lo uso pure ad agosto, con buona pace delle stagioni e del buonsenso.
Da asciutti, si comportano esattamente come li vedi in foto. Glitter? Ce ne sono. Pagliuzze? Presenti. Se ami i finish naturali, questi non fanno per te. Ma se invece vuoi riflettere la luce come un faro in piena notte, direi che ci siamo.

Il pennello conta, ma anche la mano
Li applico sempre con il mio Nabla della collezione Denude, che ormai conosce la strada da solo. La stesura è facile, niente chiazze, e con una mano leggera vanno bene anche su pelle molto chiara, come la mia dopo sei mesi di letargo al chiuso.
La versatilità? Da manuale. Occhi, zigomi, spalle, gambe, décolleté… se ti viene voglia, anche l’ombelico. Ci puoi davvero fare quello che vuoi, e sulle pelli scure fanno un figurone. Da premio Oscar.

Bagnati con Fix+ = discoteca portatile
In un’altra foto li vedi bagnati con Fix+, ed è lì che si trasformano in proiettori. La luminosità sale di livello e inizia a somigliare più a un effetto scenico che a un prodotto makeup quotidiano. Il rosa, volendo, lo puoi usare anche come blush — se ti piacciono gli zigomi da principessa aliena, ovvio.
La coprenza è modulabile, quindi puoi dosare tranquillamente l’effetto: da riflesso angelico a lampione umano. E sì, stratificano benissimo, senza fare strato di cemento.

Dupe? Neanche per sogno
Ultima nota da nerd del glow: Chillz sembra simile a Mint’d Mojito, ma no, non è un dupe. Mojito tende leggermente più al verde e ha anche un piccolo shift rosato che Chillz non ha proprio.
Insomma, se stavi cercando una scusa per prenderli entrambi… eccotela servita.
Li proveresti? Hai già un illuminante preferito o sei ancora alla ricerca del Santo Graal del bagliore?
Fammi sapere, che qui si parla di luce, ma mica ci si acceca da soli.
